RiseUp4Rojava: Analisi dell’attuale situazione militare e politica in Rojava

La nostra analisi incentrata sull attuale situazione militare e politica nel Nord est della Siria.
Cosa intendono fare le forze imperialiste? Che significato hanno i nuovi attacchi della Turchia?

La settimana scorsa c’è stato un netto aumento delle provocazioni e degli attacchi turchi contro le aree liberate della Siria settentrionale. Il 4 maggio 2019 gli attacchi dell’esercito turco e delle bande jihadiste da esso equipaggiate e affiliate, nelle aree di Shehbas e Sheras hanno raggiunto il loro punto più alto. Intorno a mezzogiorno, battaglioni di artiglieria turchi hanno aperto il fuoco e hanno colpito i villaggi a nord della piccola enclave intorno alla città di Til Rifat. Per più di una settimana, ci sono stati pesanti scontri in questa zona, che, dall’occupazione della loro città nel marzo 2018 è stata l’ultimo rifugio per popolo di Afrin.

Alle prime ore della sera, i media statali turchi hanno iniziato a riferire l’inizio di un’offensiva a Til Rifat iniziata alle 17:00 (ora standard araba). Un rapporto ha dichiarato che; Ribelli turchi (l’esercito nazionale) che lavorano a stretto contatto con il comando generale dell’esercito turco, hano iniziato un’operazione a Til Rifat per ‘liberare un totale di 28 villaggi dall’occupazione dei “terroristi YPG / PKK”. Sotto la protezione del fuoco di artiglieria turco le milizie hanno avanzato in tre villaggi a nord-ovest di Til Rifat.

I media turchi avevano già riportato le prime vittorie e annunciato la caduta di questi villaggi nonostante i continui combattimenti tra gli occupanti e le forze di liberazione di Afrin (HRE). Durante la notte del 4 maggio, HRE sono
riuscite a fermare l’attacco delle bande, portando i villaggi colpiti dall’ attacco di nuovo sotto il controllo delle forze curde all’alba e stabilizzando il fronte. Nel corso del combattimento sono stati uccisi 40 membri delle bande jiadiste e più di 30 sono stati feriti. Tra quelli uccisi c’erano comandanti territoriali dell’FSA di Azez e Shera Ehmed Cemîl Herbûş.

Durante la riunione della scorsa settimana delle potenze ‘di Astana’ (Turchia, Russia e Iran), c’erano tre punti all’ordine del giorno: la preparazione del futuro siriano, Idlib e il destino delle aree liberate nel nord-est della Siria. Anche se non ci sono ancora dettagli esatti su eventuali accordi raggiunti in questa sede tra Russia e Turchia, i recenti sviluppi in Idlib e Til Rifat sembrano essere il risultato di una sorta di accordo tra i due stati che ci costringono. A riflettere. Attualmente l’ASA, in collaborazione con la russia e le forze armate iraniane, avanzano a sud di Idlib e bombardano villaggi in macerie in un’area attualmente occupata dalle truppe turche. Il 4 maggio le bombe del regime siriano avevano già colpito i posti di osservazione turchi. Nonostante questo il regime ad Ankara, mantiene una posizione neutrale di fronte a questo massiccio bombardamento. Durante i precedenti colloqui tra gli stati russi e turchi, le aree sono state scambiati tra le due parti, ad esempio Bab, Aleppo, Ghouta e Afrin.

L’area di Shehba è sotto il controllo condiviso dell’ASA, l’esercito russo, SDF e HRE. Fino ad ora, l’ostacolo principale che impediva un’offensiva dalla Turchia è stata la presenza della polizia militare russa. Se la leadership russa non è d’accordo, è difficile, come in Afrin, per l’AKP-MHP di adottare qualsiasi passo importante nella regione.

Attualmente c’è ancora un clima teso, attacchi di artiglieria e operazioni di terra più piccole sono in corso tuttavia, dovrebbero essere previste ulteriori operazioni più significative. Oggi 5 maggio 2019 rappresentanti russi e turchi si incontreranno ad Ankara per discutere la situazione a Til Rifat e Idlib. È ragionevole supporre che durante questo incontro sarà fatta una specie di sporco accordo. La Russia imperialista ha reso le sue intenzioni in Siria molto chiare, all’intervento della Federazione Russa, tutte le negoziazioni tra il regime di Assad e l’auto-amministrazione autonoma nella Siria nord-orientale sono state interrotte causando un aumento delle tensioni tra le due parti.

Mentre in passato a Mosca si parlava di una possibile soluzione federale tra lo stato siriano e la federazione della Siria nord-orientale, la Russia sembra ora determinata a ripristinare la sovranità territoriale del regime in tutto lo stato. Come hanno dimostrato gli ultimi anni, la Russia è pronta anche per accordi tattici e alleanze con lo stato turco per raggiungere i suoi obiettivi. Dovrebbe essere chiaro a tutti che persino il regime di Assad è disposto a parlare e accettare con determinate condizioni l’ autonoma della Siria nord-orientale finchè la Federazione della Siria Nord-orientale parla da una posizione di forza. Se gli attacchi dalla Turchia indeboliscono l’amministrazione autonoma nella Siria nord-orientale, non vi è alcuna garanzia che le truppe SAA non cercheranno di guadagnare terreno nelle aree Tabqa, Raqqa e Deir az Zor. Nelle ultime settimane, i jet da combattimento siriani hanno ripetutamente violato lo spazio aereo sopra Tabqa e Raqqa sebbene siano stati sottomessi dalle forze aeree della Coalizione internazionale.

La coalizione internazionale, sotto la guida degli Stati Uniti,
continua a cercare segretamente di liquidare la rivoluzione dall’interno e farla capitolare politicamente. Le minacce turche sono abilmente utilizzate da loro come leva per vincere le concessioni politiche. Allo stesso tempo, la pressione dagli Stati Uniti sta accrescendo lo scontro con l’Iran e il regime siriano. Al momento, gli Stati Uniti stanno cercando di distruggere il regime siriano attraverso un embargo senza precedenti. La crisi del carburante nelle zone del regime potrebbero dare al governo siriano un’ulteriore spinta per provocazione e attacchi soprattutto nelle regioni ricche di petrolio.

Tutto sommato, si può riassumere che le aree liberate sono ancora una volta in grande pericolo. Anche se non è sempre visibile, vengono firmati nuovi contratti e accordi vengono fatti nell’ ombra. Il regime di AKP e MHP stesso è in
una situazione senza speranza. Un’altra guerra offensiva sembra per loro l’unico modo per migliorare per la loro situazione. Il regime AKP / MHP è completamente
circondato, da un lato, dalle contraddizioni nella sua politica internazionale e dall’altra dalla resistenza popolare espressa con scioperi della fame e attacchi in corso da parte delle forze di guerriglia nella regione. Dopo le elezioni del 31 marzo, il regime di Erdogan sta lentamente ma inesorabilmente entrando nella sua fase di decadimento, una novità l’incursione in Siria potrebbe essere ciò di cui ha bisogno per estendere ulteriormente la sua durata.

Fonte: https://www.facebook.com/riseup4rojava/posts/394234827838145?__tn__=K-R

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