“Orso era dalla parte giusta, quella della libertà”

La notte del 17 Marzo ho fatto un brutto sogno, non ricordo molto, solo che eravamo in Siria e una delle mie nipotine piangeva disperata.
Quando mi sono svegliata il 18 mattina ho pianto anche io senza un motivo vero.
A meta giornata me lo son fatto passare.
La sera stavamo guardando le notizie al TG e mi è venuto in mente sehid Hiwa Bosco non sono riuscita ad andare al suo funerale e proprio quella sera sono andata a cercare le foto della cerimonia.
Ho aperto la prima pagina che ho trovato e non c’era solo il nome di Giovanni, affianco al suo c’era anche un altro nome: Lorenzo Orsetti.
Ho visto la sua foto, ho scosso la testa, ho letto l’articolo, ho scritto il suo nome su google, ho letto e letto e letto, tutti mi hanno chiesto cosa è successo e io non sono stata in grado di rispondere.
Ho continuato a leggere, anche se avevo già capito che Orso era caduto.

Sono tante le cose che mi sono passate per la mente, tutte velocemente, come un flash.
Mi è venuto in mente che abbiamo cercato di incontrarci qualche mese fa e non ci siamo riusciti, che avevo letto che stava andando a Baghouz e mi è tornato in mente l’ultimo messaggio che mi aveva scritto prima di partire: “C’è una giornalista che mi ha intervistato ieri, vuole fare un intervista anche alle unita femminili, ti passo il contatto, cerca se puoi di parlare anche dei compagni perseguiti in Italia.”

È proprio vero, Orso pensava sempre agli altri.
Orso non è il primo compagno che cade e purtroppo non sarà l’ultimo.
Sapete quando cade qualcuno che conosci succede una cosa molto strana, provi dolore per tutti i martiri, anche se non gli hai mai visti, anche se non sai i loro nomi, ogni vita acquista un valore inestimabile, quello della libertà.

Ebbene si è questo che succede, il dolore per il martirio di migliaia di compagne e compagni ogni volta è uno strazio e a questo non ci si abitua mai, ma non possiamo crogiolarci nel pianto perché sappiamo che quelle vite hanno un valore che quelle vite non sono andate via per niente ma che ognuno dei nostri sehid è un pezzo di qualcosa di più grande, qualcosa che altri prima di loro hanno costruito e di cui Lorenzo è parte integrante.

Il 21 abbiamo festeggiato il Newroz, c’era un fuoco enorme e ho pensato ad Orso, poi ho cantato Bella Ciao e dinuovo mi è venuto in mente Orso ed Helin e Mazlum e Leyla Guven e Ocalan.
Ogni giorno mi torna quel nodo alla gola, e mi devo trattenere, nonostante il dolore alla gola non piango, sto scegliendo di non piangere perché non voglio disperarmi perché so che nessuno Sehid avrebbe mai voluto procurare dolore alle altre persone e io voglio rispettarlo.

Ogni giorno che ho potuto sono andata su internet, ho letto articoli su articoli, ho visto che adesso in Italia si sta parlando molto di Orso ho visto che qualcuno proponeva una medaglia d’oro.
Forse il regalo più grande che potete fare alla memoria di Orso è smetterla di perseguire i compagni e le compagne che hanno fatto la sua stessa scelta, in generale aggiungo smetterla di perseguire la gente che lotta perché la limitazione alla libertà di movimento e una cosa che non si merita nessuno.
Terroristi da vivi, eroi da morti! D’altronde non erano gli stessi partigiani che venivano chiamati banditi e teppisti?

Credo che c’è questa tremenda tendenza diffusa nel riconoscere gli errori storici solo col senno di poi e ignorarli nel presente, il nazismo, i fascismi ne sono esempi lampanti, le donne arrestate e torturate perché volevano votare e la lista è lunga.
Ricordiamoci però che i “diritti” o sedicenti che abbiamo oggi sono stati conquistati nel tempo proprio da quei banditi, da quelle streghe da quelle eretiche e terroristi.
La storia insegna è vero, perciò se volete rispettare la memoria di Orso il minimo, il minimo che potete fare e togliere le accuse ridicole che i compagn* hanno avuto e smettere di criminalizzare i movimenti Curdi, smettere di criminalizzare l’autodeterminazione dei popoli, smettere di criminalizzare chi questa Italia e questa Turchia fascista non la vuole!

Un’altra cosa per me importantissima che voglio dire alla famiglia di Orso è che siamo tutt* figli vostri perché Orso non era solo nostro fratello ma era nostro compagno.
In Kurdistan chiamiamo Mamma tutte le madri, molte hanno perso i figli e le figlie in battaglia e adesso si, per noi che perseguiamo la stessa lotta quelle sono le nostre madri e i nostri padri e lo siete anche voi.

Sentivo il bisogno di scrivere queste due righe perché non c’è giorno che passa senza che lui non sia nei miei pensieri, perché anche adesso ho quel nodo alla gola che mi fa bloccare lo sguardo sulla tastiera del computer e non riesco più a scrivere. Perché ripenso a tutte le cose che non gli ho detto. Perché oggi Lorenzo ha mosso qualcosa, in tutti, quelli che già conoscevano la resistenza curda e quelli che non ne avevano mai sentito parlare, quelli che sono venuti qui, quelli che ci sono adesso e quelli che verranno, le madri e i padri curdi e della penisola , tutti oggi sanno chi è Orso e sanno che era dalla parte giusta, quella della lotta per la libertà!

A Lorenzo e tutti i martiri
Ai compagni e le compagne nelle carceri
Agli Heval in sciopero dell fame
A Reber Apo

Sehid namirin – i mariri non moiono mai
Serkeftin

Fonte: https://retejin.org/orso-era-dalla-parte-giusta-quella-della-liberta/?fbclid=IwAR2OFVRAXO48aoq1DgXKDVeDTpGeVqNRt-BLeqpJVNE3VGwcZWJrp3dmCqc

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