Sheid Robin e Sheid Zana, compagni internazionalisti caduti 2 anni fa

Scrivo questo testo per ricordare e soprattutto per far conoscere a tutti e tutte due grandi compagni e amici caduti esattamente due anni fa.

Zana Ciwan, era un compagno tedesco di soli 20 anni, l’avevo conosciuto a Sulemania, anche lui come me era arrivato nel kurdistan Iracheno per attraversare il confine ed unirsi allo Ypg.

Passammo il confine insieme, un ragazzo semplice e umile, silenzioso ma convinto della propria scelta.

All’inizio non parlavo molto con lui, anche a causa del mio inglese.

Fui messo nella stessa camera e con lui feci la formazione.

Era un giovane ragazzo che militava nei gruppi comunisti tedeschi, era molto umile e sempre pronto a farsi capire.

Una cosa che ricordo particolarmente di lui è quando un giorno, durante l’addestramento, stavamo camminando per le colline, era il classico addestramento che si fa all’accademia di cui non sto a raccontare.

Durante la passeggiata cercava di farsi capire, e mi stava sempre a fianco insieme ad Heval Berxwadan, notava la mia difficolta con la lingua, ero l’unico italiano.

Finito l’addestramento, ci fu il classico tekmil, e quando il comandante chiese a Zana una sua opinione su come fosse andato il training lui rispose: molto bene, un buon trainig con dei bei compagni, nonostante la difficoltà della lingua mi son trovato molto bene con Haval Azadi. Zana finì la frase con un Pir Xwas, che in un curdo scorretto voleva dire appunto “molto bene“ e fece scoppiare a ridere tutta la classe.

Robin Agir era un compagno anarchico americano che si trovava per la seconda volta in Rojava.

Nel momento in cui mi trovavo all’accademia, lui aveva gia fatto la formazione a luglio, per la seconda volta.

La prima volta era stato 9 mesi con L’Ifb, International Freedom Battaglion, un battaglione dove erano riunite molte formazioni internazionaliste che davano supporto militare allo Ypg.

Quando lo vidi la prima volta era tornato dall’accademia dopo aver trascorso qualche settimana a Mambiji, Gli chiesi un po‘ di cose e alla domanda in quale gruppo o movimento anarchico o comunista militasse e quale fosse la sua formazione ideoligica mi rispose “io sono socialista, lotto per il popolo, sono un socialista che difende e lotta per una società libera“ lo diceva con orgoglio e soprattutto con un sorriso enorme.

Robin, dopo aver trascorso la prima volta 9 mesi in Rojava, era tornato negli Stati Uniti per qualche mese, li lavorò per due mesi, per raccogliere i soldi che gli servivano per ritornare in Rojava.

Dopo aver messo da parte i soldi utili per il viaggio non ci pensò due volte e partì subito per il Rojava.

Unendosi allo Ypg per continuare ciò che aveva interrotto qualche mese prima.

Questo era Heval Robin, non ci ha pensato due volte per ritornare in Rojava e difendere una rivoluzione che sentiva vicina e affine alle proprie idee libertarie.

Ecco che cosa aveva scritto al suo ritorno in Rojava;

Sono tornato in Rojava e resterò qui per i prossimi mesi a difendere la rivoluzione.

La lotta in Rojava è il movimento rivoluzionario più dinamico e più conflittuale nella realtà dei nostri tempi. Sono convinto che compito degli alleati e degli internazionalisti di sinistra sia quello di supportare questo movimento, per  sostenerlo e per trarne insegnamenti. Le cose che abbiamo solo sognato o teorizzato negli scritti sono ora esperienza viva in Rojava, modificate ed adattate per la loro lotta e rese reali. In Rojava si sta facendo tutto questo e si sta riorganizzando la società nonostante il caos e le distruzioni di 5 anni di guerra civile. Le conquiste della rivoluzione in queste dure ed austere condizioni sono state davvero notevoli.Ora che sono tornato  in Rojava, so che non mi mancherà nulla. So che qui non soffrirò della privazione delle cose necessarie a causa della mancanza di soldi. Io, come tutti in Rojava, non resteremo mai senza cibo e senz’acqua, senza vestiti o senza un posto in cui potersi riposare di notte. Questo movimento si prende cura delle persone. Il che non vuol dire che la Rojava e la Siria non abbiano bisogno di aiuto. Faccio appello a tutti i miei amici ed ai compagni perchè imparino dalla rivoluzione in Rojava e sappiano di come qui ci si sia presi il carico di guidare la guerra contro i fascisti dell’ISIS. Faccio appello a tutti voi di fare la vostra parte per quello che potete sostenendo o mandando donazioni affinchè questa rivoluzione possa diventare più forte con l’aiuto della comunità internazionale.”

Dopo due settimane dal suo arrivo scrisse;

Eccone una davvero bella, USA. Dopo che le YPG hanno buttato l’ISIS fuori da  Manbîc e liberato l’area, siamo in stallo mentre lo stato turco fa incursioni in Siria e pretende che le forze della Rojava si ritirino subito da tutto il territorio che hanno conquistato finora.”

Il Consiglio Militare di Manbij diramo un comunicato sui due volontari internazionalisti che sono morti recentemente sotto l’aviazione turca. Lo statunitense Michael Isreal (Robin Agiri) ed il tedesco Anton Leschek (Zana Ciwan) sono stati uccisi da attacchi aerei turchi il 24 Novembre 2016.

Entrambi erano rimasti a Manbij dopo la liberazione della città dall’ISIS avvenuta il 15 agosto scorso per “assistere le unità locali di Manbij nella difesa della regione. Specialmente dopo che una forza di occupazione era entrata sullo scenario di guerra siriano, questi volontari che non tolleravano il terrore e l’oppressione, non potevano accettare che l’occupazione turca minacciasse Manbij e la Siria del nord.

Il comunicato dice che Michael Israel si era unito alla rivoluzione nel luglio 2016 con la motivazione di voler “proteggere la rivoluzione popolare in Rojava e lottare contro i nemici della rivoluzione.

Anton Leschek (Zana) viene descritto come “giovane tedesco senza paura” che si era unito al Consiglio Militare di Manbij nel settembre 2016.

Leschek ebbe a dichiarare: “Per me la vera lotta è in Rojava, perchè qui il popolo non si arrende nè alla tirannia nè al terrore. Sosterrò questa rivoluzione democratica fino alla fine.

Il comunicato conferma che entrambi sono stati uccisi dagli aerei turchi a ovest di Manbij il 24 Novembre dove “ il consiglio continua a reggere una fiera resistenza contro le forze di occupazione turche e i terroristi a loro affiliati.

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